GIU 2023
La legatura
Giugno. Le piante crescono.
E quando dico crescono intendo che le lasci un attimo e le ritrovi mezzo metro più lunghe. Belle, verdi, rigogliose. Una soddisfazione, dopo due anni passati a chiedermi se erano vive.
Il problema è la direzione. Una vite, se la lasci fare, va dove gli pare: di lato, per terra, addosso alla vicina. Di salire ordinata verso l’alto non ci pensa proprio. Bisogna dargliela, la direzione.
Quindi via di legatura.
Adesso finalmente i fili servono a qualcosa. Si passa pianta per pianta, si prende il tralcio e lo si attacca al filo di metallo. Detto così è un attimo. Fatto su tutta la vigna è una di quelle cose che cominci la mattina e a un certo punto ti accorgi che è buio.
E c’è la tecnica, perché c’è sempre una tecnica. Non troppo stretto, che lo strozzi. Non troppo largo, che al primo vento sta di nuovo per terra. Il giusto. E il giusto lo impari sbagliando le prime cinquanta.
Però a fine giornata ti giri e la vigna è cambiata. I tralci vanno tutti verso l’alto, in fila, attaccati ai fili che abbiamo tirato il mese scorso. Per la prima volta sembra una vigna come quelle degli altri.
Crescete, piante. Adesso sapete da che parte.
Legatura della vite: come e quando. Si fa in tarda primavera, quando i germogli sono abbastanza lunghi da arrivare al filo e ancora abbastanza teneri da piegarsi senza spezzarsi. Serve a tenere la vegetazione sollevata e ordinata. La regola è quella scritta sopra: il legaccio deve tenere il tralcio senza stringerlo, perché crescendo si ingrossa.