APR 2025
Imbottigliamento. Obiettivo raggiunto
Tutto questo lavoro per arrivare a questo momento. Imbottigliare.
A marzo 2021, davanti a un mucchio di foglie secche, avevo promesso una bottiglia. Una. Oggi, 25 aprile, tocca riempirla. Giorno di festa, e mi pare giusto.
Mi sono preparato bene, perché voglio fare una cosa fatta bene. Le etichette sono stampate in tempo: Lu Lepr, con la lepre colorata che corre. Il nome è quello di nonno, Mast Rocc’ Lu Lepr. Ho preso pure i cappucci per le bottiglie, quelli che coprono il tappo. Dettagli, ma se si fa, si fa bene.
E ho preso tutto per 80 bottiglie. Più o meno l’idea era di farne una sessantina. Largo, per sicurezza.
E invece no.
Trentacinque bottiglie.
Va bene così. Sono soddisfatto. Davvero.
Ma quanto è stato bello chiudere ed etichettare la prima bottiglia. Quella per cui è iniziato tutto. Il tappo che entra, l’etichetta che si attacca, il cappuccio sopra. La tieni in mano e pensi: eccola.
Finalmente!
Però questo non è un punto di arrivo. È un punto di partenza. Le bottiglie adesso stanno in cantina a riposare. Saranno conservate, saranno bevute, saranno regalate.
Io intanto penso già a come verrà il vino dell’anno prossimo. Sono già pronto.
Si va avanti!!!
Imbottigliare il vino fatto in casa: cosa serve. Bottiglie pulite, tappi, una tappatrice, e un vino che abbia finito di fermentare e si sia schiarito. Un rosso giovane come questo si imbottiglia in genere dopo qualche mese di riposo, in primavera. Per un vino fatto in casa e non venduto l’etichetta non è obbligatoria, ma è il modo per ricordarsi annata, uve e vigna. E fa la sua figura quando lo regali.