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GIU 2025

Legatura e scacchiatura. Ma quanto sta crescendo?

Il caldo si fa sentire. Madonna se si fa sentire.

Ma in vigna bisogna andare. Perché a giugno la vigna cresce, e se non la segui ti scappa.

E stavolta, quando arrivo, mi fermo a guardare. Tanto, tanto verde. Le piante stanno in formissima. E soprattutto: è pieno di grappoli. Pieno.

Si vede che la potatura e tutto il lavoro in terra stanno dando i loro frutti. Ve lo ricordate il concime di gennaio, quello del «vediamo che succede»? Ecco, qualcosa è successo. Non so dire quanto sia merito del concime, quanto della potatura e quanto della vigna che finalmente si è ripresa. Ma il risultato è questo, e me lo prendo tutto.

Poi però c’è il lavoro. Perché tanto verde vuol dire tanti tralci che vanno ognuno per conto suo. Vanno raccolti e legati ai fili, uno per uno. E i germogli in più vanno tolti, così la forza va ai grappoli: la scacchiatura, la solita. Che scacchio vogliono, quelli, lo sapete già.

È faticoso. Con questo caldo è doppiamente faticoso. Pianta dopo pianta, filare dopo filare: raccogli, leghi, togli. Arrivi a sera che le braccia non le senti più.

Però stavolta lo fai con un altro spirito. Perché tutto questo servirà per la vendemmia. E quest’anno, a guardare quei grappoli, la vendemmia sembra una cosa seria.

Legatura e scacchiatura a giugno. In piena estate la vite cresce in fretta. Legare i tralci ai fili li tiene sollevati e ordinati, lascia passare aria e luce e protegge i grappoli. Togliere i germogli in eccesso concentra la forza della pianta sull’uva. Sono lavori da fare a mano e da ripetere: conviene passare presto, quando i germogli sono ancora teneri, e non nelle ore più calde.