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APR 2023

Che fine hanno fatto i pali

Vi ricordate che avevo smontato tutto? Pali vecchi, fil di ferro arrugginito, via. Ecco: per rimontare servivano i pali nuovi. E i pali nuovi a un certo punto sono spariti.

Che fine hanno fatto i pali? Bella domanda. Hanno fatto il giro di mezza Italia. Non so dove siano stati di preciso, ma di sicuro hanno visto più posti di me quest’anno.

Alla fine sono arrivati. Duecento pali in metallo. Duecento. Messi lì tutti insieme fanno un certo effetto, soprattutto quando realizzi che non si piantano da soli.

E via, si comincia. Io, Francesca e Abdul, il ragazzo siriano che vive lì e mi dà una mano. Menomale, perché da solo stavo ancora lì.

Il lavoro è questo: prendi il palo, lo metti al posto suo, lo pianti. Poi prendi il prossimo. Per duecento volte. Filare dopo filare, su e giù per la vigna. Dopo il ventesimo non senti più le braccia. Dopo il centesimo non senti più niente e vai avanti per inerzia.

Altro che palestra. Chi paga l’abbonamento per sollevare pesi venga da me, che gli faccio fare il programma completo gratis.

In meno di tre giorni li abbiamo montati tutti. Tutti e duecento. E a guardarla adesso, la vigna, con quelle file di pali nuovi, sembra una cosa seria. Sembra la vigna di uno che sa cosa sta facendo.

Non è vero, ma sembra.

Pali nuovi in una vigna vecchia: cosa aspettarsi. Il palo è la spina dorsale del filare: regge i fili, e i fili reggono le piante. Se rifai l’impianto metti in conto tre cose. I tempi di consegna, che non controlli tu. Le braccia: da soli è lunga, in compagnia si fa. E il fatto che il terreno di una vigna vecchia non è un campo da calcio: dritto dritto non viene.