MAG 2023
I fili tesi
Dopo i pali, i fili.
Perché duecento pali piantati in fila, da soli, non servono a niente. Servono a tenere su i fili. E i fili servono alle viti: per aggrapparsi, salire, crescere rigogliose invece di buttarsi per terra come hanno fatto negli anni in cui nessuno le guardava.
Quindi: filo. Chilometri di filo. Non esagero, è proprio una questione di chilometri: parti da un palo in testa al filare, arrivi in fondo, torni indietro e ricominci. Poi passi al filare dopo.
Tirare un filo sembra la cosa più stupida del mondo. Finché non provi a tenerlo teso per tutta la lunghezza di un filare. Allora scopri che il filo ha un carattere suo, e non è un bel carattere.
Comunque. Tirato l’ultimo, mi sono messo a guardare.
L’impianto nuovo è finito. Pali, fili, tutto. Dove prima c’era ferro arrugginito adesso c’è una struttura che regge.
Certo, si poteva fare più dritto. Se la guardi da una certa angolazione qualche filare va un po’ per conto suo. Ma io la guardo da un’altra angolazione, e da lì è perfetta.
E soprattutto: il suo lavoro lo fa. Le viti hanno dove aggrapparsi. Il resto è estetica.
A cosa servono i fili in una vigna. Tengono i tralci sollevati e ordinati: la pianta prende più luce e più aria, i grappoli stanno lontani da terra e tra i filari si lavora meglio. Per chi rifà un impianto: tira il filo con calma e controlla l’allineamento dei pali prima, non dopo. Io l’ho controllato dopo.