SET 2024
La prima vendemmia
Finalmente ci siamo.
Lo scrivo e quasi non ci credo: è la vendemmia. Dal 25 al 27 settembre. La prima. Quella che aspetto da marzo 2021, da un mucchio di foglie secche e una promessa.
In mezzo ci sono stati: un tagliaerba rotto, un impianto smontato e rifatto, duecento pali, i cinghiali, la peronospora, tre potature di cui una sotto l’acqua. Tre estati senza raccogliere un grappolo.
Oggi si raccoglie.
Non importa quanta uva c’è. Non importa quanto vino uscirà fuori. L’importante è che finalmente si riesce a vendemmiare.
Detto questo, due parole sugli uccelli le devo dire. Perché il recinto ferma chi cammina. Chi vola no. E nelle ultime settimane gli uccelli si sono mangiati un sacco di quei grappoli che avevo contato uno per uno ad agosto.
Il mio centinaio di bottiglie è volato via. Proprio volato.
Certo che sarebbe stato meglio senza. Ma oggi non mi rovina la giornata nessuno.
Perché raccogliere è stato divertente. Proprio divertente. Un bel momento di compagnia, e c’era pure Francesca: si taglia, si chiacchiera, si riempiono le cassette, si ride. È un lavoro, ma non sembra.
Poi in cantina. Diraspatrice e pigiatura: tutto molto veloce. Entri con l’uva e in poco tempo hai un tino di mosto. Tre anni e mezzo per arrivarci, un attimo per farlo.
Adesso il mosto sta lì. E noi aspettiamo di vedere cosa ne uscirà fuori.
La prima vendemmia in una vigna recuperata: cosa aspettarsi. Poca uva, e va bene così. Una vigna rimessa in piedi ci mette anni a tornare a regime, e il primo raccolto serve soprattutto a imparare il giro: raccolta, diraspatura, pigiatura, fermentazione. Un consiglio che do a me stesso per l’anno prossimo: il recinto ferma i cinghiali, per gli uccelli servono le reti, e vanno messe prima che l’uva sia matura.