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NOV 2023

Inverno senza fare niente

Questo episodio parla di niente. Nel senso che non ho fatto niente.

Dopo la botta della peronospora mi sono preso una pausa. Riflessiva, la chiamo, che suona meglio di «mi rodeva e non ci volevo pensare».

Perché rode. Un anno intero di lavoro, il più grosso da quando ho cominciato: l’impianto rifatto da zero, le piante finalmente in ordine. E in cambio nemmeno una vendemmia. Quasi tre anni che ci sto dietro e non ho ancora fatto un litro di vino. La promessa della bottiglia sta sempre lì, e la bottiglia è sempre vuota.

In momenti così ti tornano in mente tutti quelli che non ci credevano. E per un attimo pensi che forse non avevano tutti i torti.

Poi però è arrivato l’inverno. E l’inverno, in vigna, è un alleato: c’è poco da fare. Le piante sono ferme, le foglie cadono, la terra riposa. Non ti perdi niente. Puoi startene a Roma senza sensi di colpa.

E allora ho fatto quello che fa la vigna. Mi sono fermato.

Aspettiamo di capire. Cos’è andato storto, cosa si poteva fare, cosa dipendeva da me e cosa dal cielo.

E intanto raccogliamo le forze per l’anno prossimo.

Cosa si fa in vigna in inverno. Poco, ed è giusto così. Dopo la caduta delle foglie la vite va in riposo e fino alla potatura di fine inverno non chiede quasi niente. È il momento buono per sistemare gli attrezzi, pensare ai lavori dell’anno dopo e, se l’annata è andata male, per farsela passare. Vale anche quello come lavoro.