AGO 2023
Peronospora
E niente.
Peronospora.
Per chi non la conosce, e io fino a quest’anno ero tra quelli: è una malattia della vite. Arriva con l’acqua. E quest’anno di acqua ne ha fatta troppa.
Riassunto del 2023 fin qui. A marzo ho potato da solo. Ad aprile duecento pali. A maggio chilometri di filo. A giugno le abbiamo legate tutte, pianta per pianta. A luglio zolfo, rame, trattore, motozappa. La vigna non è mai stata così bella.
Ad agosto è presa la peronospora. Tutta l’uva. Non valeva nemmeno la pena vendemmiare.
Non solo da me, eh. Ha attaccato l’ottanta per cento delle vigne del paese. Parli con chiunque abbia due filari e la storia è la stessa: troppa pioggia. Questo un po’ consola, perché almeno non è colpa mia. E un po’ no, perché l’uva non c’è lo stesso.
Avevo messo in conto i cinghiali. Avevo messo in conto di sbagliare la potatura. La pioggia no.
Quindi niente vendemmia nemmeno quest’anno. Terza estate, zero vendemmie. A scriverlo così fa un po’ impressione.
Però i pali ci sono. I fili ci sono. Le piante sono vive, legate, potate. Quello che ho costruito quest’anno resta tutto. Si è persa un’annata, non la vigna.
Se ne parla l’anno prossimo.
L’importante è non mollare.
Peronospora della vite: cosa ho imparato. È un fungo che parte quando piove tanto e l’aria resta umida. Colpisce le foglie e poi i grappoli. Il rame protegge, ma è una difesa preventiva e la pioggia lo lava via: in una stagione molto piovosa bisogna ripassare spesso, e chi sta a 400 chilometri non sempre arriva in tempo. Il 2023 è stato un anno nero per la peronospora in gran parte del Centro e del Sud Italia. Non ero solo, insomma.