GEN 2024
Riproviamoci
Rieccoci qui.
La pausa riflessiva è finita. È durata un paio di mesi, il tempo di farmela passare, e a gennaio sono tornato giù.
La domanda era una sola: riproviamoci? Risposta: riproviamoci. Non è che ci ho pensato tanto. Ho rifatto l’impianto da zero, ci sono duecento pali nuovi piantati in quella terra: mica li lascio lì a fare i monumenti.
E da dove si riparte? Dalla pulizia. Che fa sempre bene, alla vigna e pure a me.
Niente di eroico. Si tolgono un po’ di erbacce qua e là nei filari, quelle che se ne sono approfittate mentre io stavo a Roma a rosicare. E si fa spazio tutto intorno, lungo i bordi, dove la campagna prova sempre a riprendersi un pezzo.
È un lavoro tranquillo, da inverno. Fa freddo, non c’è una foglia, le piante sembrano bastoni secchi piantati per terra. Se uno passasse adesso direbbe che è tutto morto.
Invece no. Stanno ferme e aspettano. Tra un paio di mesi si pota e riparte tutto.
A fine giornata la vigna è pulita e io ho rimesso le mani nella terra dopo mesi. Era quello che mi serviva.
Anno nuovo, stessa promessa: una bottiglia. Stavolta la facciamo.
Pulizia della vigna in inverno: perché conviene. In inverno l’erba cresce piano e le viti sono spoglie: è il momento in cui si lavora meglio tra i filari e si vede bene in che stato sono piante, pali e fili. Pulire adesso vuol dire arrivare alla potatura con la vigna in ordine, e scoprire prima i danni da sistemare.