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MAR 2025

La potatura con più esperienza

Quarta potatura. E per la prima volta una giornata di quelle giuste.

Inizio primavera, temperatura perfetta, sole. Niente pioggia nelle ossa come l’anno scorso. Una di quelle giornate che ti ricordano perché ti sei messo in questa storia.

E ci abbiamo messo poco. Un po’ perché avevo già cominciato qualche settimana prima, quindi una parte era fatta. Un po’ perché c’era Rocco a darmi una mano. E un po’, lo devo dire, perché la mano adesso c’è.

Ve lo ricordate il 2023, io da solo con le forbici e la paura di sbagliare? Ogni pianta una discussione. Adesso no. La mano è molto più esperta e va a colpo sicuro. Guardi la pianta, sai cosa tagliare, tagli.

Poi ci sono quelle piante. Quelle che ancora non hanno trovato una strada, che dopo quattro potature stanno ancora lì a fare un po’ come gli pare. Beh, la strada gliel’ho data io. Con un taglio netto.

La sicurezza prima di tutto. Speriamo bene.

E poi la novità dell’anno: la motosega. La mia nuova motosega. Che bella. Lo so che una motosega non dovrebbe emozionare un uomo adulto, ma vi assicuro che succede. Ho iniziato a fare una gran bella pulizia intorno alla vigna, e non mi sarei più fermato.

Potare con esperienza: cosa cambia dopo qualche anno. Due cose. La prima: le piante seguite da qualche stagione hanno una forma, e la potatura diventa una conferma più che una scelta. La seconda: impari a essere deciso con le piante che non rispondono. A volte un taglio netto, anche severo, è il modo per far ripartire una vite che si è persa. Meglio farlo a fine inverno, come la potatura normale, e con un attrezzo ben affilato.