FEB 2025
Il primo travaso
Il vino sta nella botte d’acciaio da ottobre. Quattro mesi. E in quattro mesi, sul fondo, si è depositata la posa.
La posa è tutto quello che il vino si porta dietro e poi lascia cadere: pezzetti di buccia, lieviti che hanno finito di lavorare, roba. Si mette giù, sul fondo, e il vino sopra diventa più pulito. Ma se lo lasci lì sopra troppo a lungo, prende sapori che non vuoi.
Quindi è il momento di dare una ripulita. Il primo travaso.
Giornata in cantina. Il lavoro è questo: tiri fuori il vino senza smuovere il fondo, lo metti giù nella tinozza, pulisci la botte, e lo rimetti in botte. Detto così sono tre passaggi. Fatto è una giornata intera.
E qui c’è il momento triste. Perché quando arrivi in fondo il vino e il deposito si mescolano, e lì devi decidere: rischio e tiro su ancora un po’, o mi fermo? Mi fermo.
Abbiamo perso qualche litro. Con il poco che c’era, fa male. Ma così il vino sarà più buono.
A fine giornata la botte è pulita e il vino è di nuovo dentro, più limpido di prima. Quella roba sul fondo invece la guardo e la saluto. Non mi mancherai.
Adesso lo lascio di nuovo in pace. Ci vediamo tra due o tre mesi.
Per l’imbottigliamento.
Lo riscrivo, perché mi piace: l’imbottigliamento.
Travaso del vino: cos’è e quando farlo. È il passaggio del vino da un contenitore a un altro per separarlo dal deposito (la posa, o feccia) che si forma sul fondo. Il primo si fa in genere qualche mese dopo la svinatura, d’inverno, quando il freddo aiuta il vino a schiarirsi. Si travasa piano, senza smuovere il fondo, e si accetta di perdere qualche litro: è il prezzo di un vino più pulito.