LUG 2024
Recinto elettrico
È arrivato quel momento in cui devi decidere: o noi o loro.
Loro sono i cinghiali. Quelli che nel 2022 si sono mangiati tutto. Quelli per cui dissi «il recinto lo facciamo l’anno prossimo». Sono passati due anni. Stavolta lo facciamo davvero.
Perché quest’anno l’uva c’è, i grappoli crescono, e io a settembre voglio vendemmiare. Loro qui non ci devono più entrare.
Quindi tiriamo su un bel recinto elettrico.
Il principio è semplice: paletti, fili, e la corrente che ci passa dentro. Il cinghiale tocca col muso, prende la scossa, cambia idea.
La pratica è luglio. Fa caldo. Tanto caldo. E la terra è dura. Ogni paletto va piantato a forza, uno dopo l’altro. Avevo già piantato duecento pali l’anno scorso e pensavo di aver dato. No.
E mentre sto lì, sudato, a litigare con un paletto, alzo la testa.
Eccoli.
Una famigliola. Li conto: circa sedici. Sedici cinghiali che passano in mezzo alle piante con tutta la calma del mondo. Come a casa loro. Mi sono venuti a far visita mentre gli costruisco il cancello in faccia.
ANDATE VIA!!!!
Guardateli bene, quei filari. È l’ultima volta che ci passate in mezzo.
Recinto elettrico contro i cinghiali: come funziona. È una recinzione di fili percorsi da impulsi di corrente, alimentata da una centralina. Non ferisce l’animale: lo spaventa. Tre cose contano. Montarlo prima che l’uva cominci a maturare. Tenere i fili bassi, perché il cinghiale passa col muso a terra. E tenere pulita l’erba sotto: se tocca i fili scarica la corrente e il recinto non serve più. Va controllato spesso, perché funziona solo finché è acceso.