GIU 2024
Pulizia cantina
Fin qui vi ho parlato solo della vigna. Ma c’è un altro posto in questa storia: la cantina. Quella di nonno, chiusa da qualche anno.
La cantina è dove avviene la magia finale. L’uva entra, il vino esce. Se quest’anno le cose vanno come devono andare, a settembre mi serve. E mi serve funzionante.
Quindi apro la porta.
Ci sono tante cose da fare lì dentro. Ma la prima in assoluto è una sola: pulire.
Iniziamo dalle ragnatele. Stanno lì da dieci anni? Forse meno. Ma ci stanno, e hanno avuto tutto il tempo di organizzarsi. Certi angoli sembrano arredati.
Poi via di scopa. E mentre scopi cominci a guardare cosa c’è. E c’è di tutto. Roba che non si sa cos’era, roba che non si sa perché stava lì. Ma sì: tanta roba da buttare.
La regola è questa: teniamo solo le cose essenziali.
E naturalmente gli attrezzi di nonno. Quelli non si toccano. Poi ci sono i tini. Le botti. I torchi. E cose vecchie di legno a caso, che non ho idea a cosa servissero ma mica le butto.
Quindi alla fine «solo l’essenziale» è diventato «quasi tutto». Però pulito.
A fine giornata è un’altra cantina. Non è pronta, ma adesso si capisce cosa c’è.
Manca solo l’uva.
Preparare una cantina vecchia per la vendemmia. Il vino è delicato: polvere, muffe e cattivi odori glieli ritrovi dentro. Una cantina ferma da anni va pulita a fondo ben prima della vendemmia, non la settimana prima. Poi si controlla cosa è ancora usabile: tini, botti e torchi vecchi vanno lavati e verificati uno per uno, perché il legno rimasto vuoto per anni può non essere più buono per il vino.