← Tutta la storia

LUG 2021

Vediamo cosa c'è sotto

Luglio. Prima di qualsiasi discorso su potature, vino e bottiglie c’era una domanda più semplice: sotto tutta quell’erba, la vigna c’è ancora?

Per saperlo c’era un modo solo. Tagliare.

Cinque anni e passa di erbacce non sono un prato da sistemare la domenica. Sono un muro. Alte, dure, cresciute dove gli pareva. E in mezzo, da qualche parte, le viti.

Siamo partiti col tagliaerba. Il tagliaerba ha retto poco. Si è rotto. L’abbiamo sistemato. Si è rotto di nuovo. E poi ancora. A un certo punto non era più chiaro chi stesse tagliando chi. Parolacce ne sono volate, non lo nego.

Caldo, fatica, attrezzo che ti molla sul più bello: le difficoltà sono state tante e non ve le elenco tutte. Il risultato è che non siamo riusciti a farla tutta. Una parte è rimasta lì, con la sua giungla, ad aspettare il prossimo giro.

Però qualcosa è uscito fuori. E quel qualcosa erano loro: le viti. Lasciate a se stesse da anni, ma lì. In piedi.

E la sorpresa vera è stata questa: in fin dei conti non stanno messe poi così male. Mi aspettavo di peggio. Ho trovato piante che, a modo loro, avevano tirato avanti da sole.

Abbiamo perso un paio di round col tagliaerba. Ma la vigna c’è. E questo cambia tutto.

Il primo lavoro in una vigna abbandonata. Se parti da un terreno fermo da anni, la prima cosa non è potare. È pulire, per vedere cosa hai. Finché non togli l’erba non sai quante piante sono vive, in che stato sono i filari e quanto lavoro ti aspetta. Consiglio non richiesto: procurati un attrezzo serio. Il tagliaerba, contro cinque anni di abbandono, perde.