GIU 2021
L'incontro con l'esperto
A forza di sentirmi dire che ero matto ho capito una cosa: mi serviva uno che la vigna la sapesse fare davvero. Non un video su internet. Una persona, del posto.
Quella persona è il padre di Dino. Per tutti, Cumbà Nard. Dino è un amico. Suo padre è uno con l’esperienza, quella vera, fatta in campagna.
Gli ho raccontato l’idea. La vigna di nonno, ferma da anni, io che la voglio rimettere in piedi.
Indovinate? Scettico pure lui.
E te credo. Gli si presenta uno da Roma, che non ha mai tenuto in mano una forbice da potatura, e gli dice che vuole fare il vino. Io al posto suo mi sarei messo a ridere.
Lui invece no. Alla fine ha detto la cosa che non mi aspettavo: ti do una mano.
Non so se l’ha fatto perché un po’ ci credeva o perché gli facevo tenerezza. Non gliel’ho chiesto. So solo che da quel giorno non ero più io da solo contro una vigna abbandonata. C’era uno che ne sa dalla mia parte.
E per la prima volta ho pensato: forse ‘sta cosa si fa davvero.
Perché serve qualcuno che ne sa. Una vigna non si impara sui libri. Sui libri impari le parole, poi vai in campo e non riconosci niente. Quale tralcio tagliare, quanto, quando, cosa è vivo e cosa è morto: sono cose che ti deve far vedere qualcuno, pianta alla mano. Se stai pensando di recuperare una vigna abbandonata, il primo attrezzo da procurarti non è la forbice. È una persona così.