AGO 2024
Conta e censimento
Ho fatto una cosa un po’ matta.
Mi sono contato tutte le piante. Tutte. Una per una, filare per filare.
E fin qui uno dice: vabbè, ci sta. Solo che non mi sono fermato lì. Ho contato anche i grappoli. Pianta per pianta, più o meno quanti ce ne sono. E già che c’ero, pure di che tipo: bianco o rosso.
Sì, lo so. Io so’ matto.
Però un motivo c’è. In tre anni e mezzo non ho mai saputo davvero cosa ho. Quante piante sono vive, quante mancano, quante fanno uva e quante fanno solo scena. Adesso lo so. Ho una mappa: ogni pianta un quadratino, col suo colore.
E soprattutto adesso posso fare un conto. Tot grappoli, tot uva, tot vino. A grandi linee, eh, non è scienza. Ma il conto dice una cosa che mi piace parecchio.
Un centinaio di bottiglie.
Cento. Io che ne avevo promessa una.
Ora, lo so cosa state pensando, perché lo penso pure io: è agosto, alla vendemmia manca ancora un po’, e in questa vigna nel frattempo può succedere di tutto. È già successo di tutto.
Quindi faccio finta di niente e guardo il cielo. Servirebbe che piovesse di più. Ma pioggia normale. Senza grandine, grazie.
Come stimare quanta uva farà una vigna. Si contano i grappoli su un numero di piante, si stima il peso medio di un grappolo e si moltiplica. Per passare al vino: da un quintale d’uva escono a grandi linee 60-70 litri. È una stima, non una promessa: tra il conto e la vendemmia ci sono di mezzo siccità, grandine, uccelli e cinghiali. In una vigna piccola contare tutte le piante ha anche un altro vantaggio: scopri quante ne mancano e dove.