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AGO 2022

L'uva c'è

L’uva c’è.

Lo so, è una vigna, l’uva dovrebbe essere il minimo. Ma un anno fa qui c’erano solo erbacce, quindi lasciatemi godere il momento: ci sono i grappoli.

Non tantissimi. Non è che adesso si riempiono le botti. Però ci sono. Vuol dire che la pianta ha reagito bene alla potatura, alla pulizia, a tutto. Dopo anni che nessuno la guardava ha ricominciato a fare il suo mestiere.

Le speranze per l’anno prossimo sono ottime. O magari tra due. Vediamo. Con la vigna ho imparato a non fare programmi precisi, che tanto decide lei.

Quest’anno comunque non si vendemmia. È presto, l’uva è poca. La lasciamo lì.

E qui arriva il ragionamento.

Da queste parti ci sono i cinghiali. E i cinghiali l’uva la adorano. Sarebbe il caso di montare un recinto elettrico. Lo so io, lo sanno tutti.

Però. Quest’anno non si vendemmia. Che lo monto a fare, il recinto, se tanto l’uva non la raccolgo? Evitiamo. Lo facciamo l’anno prossimo.

Ragionamento che non fa una piega. Segnatevelo.

Per adesso mi basta guardarli. I primi grappoli.

Quanto ci mette una vigna recuperata a dare uva. Nel mio caso: un’estate di pulizia, una potatura a marzo, e l’estate dopo i primi grappoli. Pochi. Una vigna abbandonata non torna a regime in un anno: ogni inverno la sistemi un po’ meglio e lei ogni estate ti dà un po’ di più. Ci vuole pazienza. Io non ne ho, ma sto imparando.