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MAG 2022

Si sta riprendendo

Giugno, e si ricomincia dall’erba. Come ogni anno. Ormai l’ho capito: l’erba è l’unica cosa in questa vigna che non ha mai avuto bisogno di aiuto.

Quindi altra pulizia del terreno. Taglia, sposta, taglia. Lo so a memoria.

Ma stavolta, mentre pulisco, vedo una cosa che l’anno scorso non c’era.

Germoglia.

Le piante hanno buttato fuori i germogli. La vigna si sta riprendendo. Non sta messa male per niente: si vede che è ancora buona, che sotto quel legno vecchio c’è roba viva che aspettava solo qualcuno che se ne occupasse.

Non vi so spiegare bene cosa si prova. È una pianta che fa una foglia, niente di speciale, lo fanno tutte. Però quella foglia lì è la prima risposta che mi arriva. Fino a oggi avevo solo dato: fatica, giorni, schiena. Adesso lei risponde.

Poi, finita la poesia, torno a smontare.

Perché il vecchio impianto è ancora lì, in buona parte. Pali, fil di ferro arrugginito: avevo cominciato a ottobre e non ho mica finito. E mica è facile. È un lavoro lungo, che si fa a pezzi, tra una pulizia e l’altra.

Ma oggi pesa meno. Perché adesso lo so per chi lo sto facendo: per una vigna che è viva.

Come capire se una vigna vecchia è ancora viva. La risposta te la dà la primavera. Poti a fine inverno, aspetti, e guardi cosa germoglia. Se i germogli escono, la pianta c’è. Le mie hanno risposto. Non tutte, ma tante. Quelle che non rispondono le conti dopo, con calma.