MAG 2024
Scacchiatura
Ma quanto crescono!!
Scendo a maggio e la vigna è un’altra cosa. È tutto verde. Tutto cresce. Quante foglie. E soprattutto: quanti grappoletti. Piccoli, verdi, che stanno uscendo un po’ ovunque. Dopo l’anno scorso mi fermo a guardarli uno per uno.
E a questo punto uno direbbe: bene, lasciale fare.
No. Facciamole crescere ancora di più. E per farle crescere di più bisogna togliere roba.
Perché la vite è generosa ma scema. Butta foglie e germogli dappertutto, anche dove non servono a niente. Tipo sul tronco. Ciuffi di foglie che spuntano in basso, sul legno vecchio, e non faranno mai un grappolo. Stanno lì, mangiano e non producono.
Via. Me le levi.
Si chiama scacchiatura. Che scacchio vogliono, quelle?
Il lavoro è facile e si fa con le mani: passi pianta per pianta e stacchi tutto quello che non serve. La forbice non serve, vengono via da sole. C’è pure una certa soddisfazione, non lo nego.
E la cosa bella è che funziona, e lo vedi subito. Nel giro di una settimana tutta l’energia che andava in quelle foglie inutili va a finire dove più conta: nei tralci buoni e nei grappoli.
Crescete, grappoletti.
Scacchiatura della vite: cos’è e quando si fa. Si fa in primavera, quando i germogli sono corti e teneri e si staccano con le dita. Si tolgono quelli che non porteranno uva: i ciuffi sul tronco (a essere precisi quelli si chiamano polloni, e toglierli è la spollonatura) e i germogli in più sui tralci. Io faccio tutto insieme e lo chiamo scacchiatura. Il risultato è lo stesso: la pianta smette di sprecare forza e la manda ai grappoli.